Al via venerdì 18 settembre la mostra delle grandi etichette
del “Sagrantino disegnato”. Sabato 19 incontro con il fumettista Ivo
Milazzo, autore dell’etichetta ufficiale dell’ultima annata in
commercio del Sagrantino di Montefalco Docg
Dalla birra dei saloon western ai grandi vini di qualità, ma sempre
ai confini tra fumetti e cartoon. Ivo Milazzo, uno dei fumettisti
italiani più apprezzati a livello internazionale e creatore della saga
di Ken Parker – l’introverso cowboy dalle fattezze molto simili
all'attore statunitense Robert Redford - entra nella rosa dei grandi
autori delle etichette della Docg più rappresentativa dell’Umbria,
firmando l’immagine dell’annata 2006 del Sagrantino di Montefalco.
Resterà sconosciuto fino alla presentazione di sabato 19 settembre il
soggetto; ciò che è noto è che, nel percorso artistico-sensoriale che
attraversa l’Enologica 30, il tema della nuova etichetta del Sagrantino
si ispira ai profumi del vino.
Venerdì 18 settembre alle ore 18 nel Complesso museale di San
Francesco (via Ringhiera Umbra), prende il via la nona edizione del
“Sagrantino disegnato”, la mostra delle etichette disegnate negli
ultimi otto anni da vignettisti di fama internazionale, ideata e
realizzata in collaborazione con la Biblioteca della Nuvole: dopo
Vittorio Giardino per l’annata 1998, Lorenzo Mattotti per il 1999,
Sergio Toppi per il 2000, Horacio Altuna per il 2001, Miguelanxo Prado
per il 2002, Paolo Bacilieri per il 2003, Tullio Altan per il 2004, il
teatino Tanino Liberatore per il 2005. L’appuntamento con l’autore
dalla cui vena creativa è nata l’etichetta dell’annata 2006 è sabato 19
settembre alle ore 16 nel Chiostro di Sant’Agostino (Corso Mameli).
Una splendida occasione per gli appassionati del fumetto (quella
italiana è una delle più celebri scuole di fumetto, con fumettisti
nazionali che all’estero, soprattutto in Francia, sono considerati vere
celebrità), ma anche per i collezionisti di bottiglie che certamente
sapranno come valorizzare la propria cantina con una bottiglia firmata
di Sagrantino di Montefalco.
Autore tra i più apprezzati a livello internazionale, spesso
definito l’impressionista del fumetto italiano, Ivo Milazzo ha creato,
insieme a Giancarlo Berardi – compagno di una lunga avventura
professionale - un fumetto dal sapore western che è davvero epico: Ken
Parker. Ivo Milazzo ha debuttato nel mondo dei fumetti nel 1971
disegnando alcune storie di Tarzan per il mercato francese. In seguito
ha collaborato con la rivista "Horror", con la casa editrice Universo e
con l'Ediperiodici, disegnando anche due storie di Diabolik e le matite
di quattro storie disneyane. Nella seconda metà degli anni Settanta,
sempre in tandem con lo sceneggiatore Giancarlo Berardi, ha disegnato
Tiki per "Il Giornalino", alcuni episodi di Welcome to Springville per
"Lanciostory" e ha dato vita a Ken Parker, un personaggio ben diverso
dai soliti eroi tutti d'un pezzo della maggior parte dei fumetti
avventurosi. Merita infine di essere ricordato Marvin, un ex attore del
cinema muto che fa il detective privato nella Hollywood degli anni
Trenta, creato nel 1983 sulle pagine di "Orient Express" su testi di
Berardi.
BIOGRAFIA DI IVO MILAZZO
Ivo Milazzo nasce a Tortona (AL) il 20 giugno 1947. Si trasferisce
giovanissimo in Liguria dove inizia a frequentare Rapallo, crescendo
artisticamente sotto la guida di Luciano Bottaro, Carlo Chendi e
Giorgio Rebuffi, i fondatori dello Studio Bierrecì. È qui che, tra una
storia e l'altra Disney (Zio Paperone e la scomparsa di Paperopoli del
1973, su testi di Jerry Siegel: contributi alle matite e alle chine di
Bottaro; Paperino e il safari fotografico, sempre del 1973, su testi di
Osvaldo Pavese: matite, con chine di Bottaro), conosce Giancarlo
Berardi, col quale realizza il breve racconto Il Cieco per la rivista
Horror della Sansoni.
La coppia dopo questo incontro continua a collaborare fino a che,
nel 1974, non crea un nuovo personaggio per la Collana Rodeo,
contenitore di ristampe e storie nuove, pubblicata dalla Sergio Bonelli
Editore (allora Editoriale Cepim): Ken Parker, un introverso cow-boy
dalle fattezze molto simili all'attore statunitense Robert Redford.
Il personaggio piace all'editore, che non lo pubblica nella collana
a cui era originariamente riservato, ma lo lancia direttamente in una
serie a lui espressamente intitolata: è il giugno 1977 e continuerà le
pubblicazioni fino al 1984, dopo cinquantanove uscite. Nella serie e
nella gestione del personaggio, Berardi e Milazzo, supportati da altri
artisti come Alfredo Castelli, Tiziano Sclavi, Renzo Calegari, Carlo
Ambrosini, faranno confluire la lezione appresa nello Studio Bierrecì:
proporre sempre un prodotto nuovo, senza avere mai la paura di
sperimentare soluzioni che altri non hanno ancora provato.
Negli anni successivi collabora, sempre in coppia con Berardi, con
Il Giornalino, Skorpio, Lanciostory ed una serie di storie in bianco e
nero per la collana Orient Express: unica deroga al bianco e nero è una
breve storia a colori, I fondatori, tratta da un racconto di
fantascienza di Isaac Asimov. Tra i titoli del duo Berardi-Milazzo
vanno segnalati Welcome to Springville, Tiki, Marvin il detective,
Tom's bar e l'incompiuto Giuli Bai. Nel 1985, con la chiusura di Orient
Express, Berardi e Milazzo iniziano una collaborazione con la Comic
Art, che consentirà loro di riprendere vecchi personaggi e continuare
le pubblicazioni di Ken Parker.
Con la conclusione della saga di Parker (tra il 1996 e il 1998
vengono pubblicati gli ultimi inediti del personaggio), Milazzo, per la
prima volta in solitaria, torna a collaborare con la Bonelli: subito
dopo la fondazione della Parker Editore (1989), realizza alcune storie
per Nick Raider ed uno speciale di Tex su testi di Claudio Nizzi
(1999), primo lavoro di Milazzo dopo lo scioglimento del sodalizio
artistico con Berardi. Nello stesso anno dell'uscita del Texone, entra
a far parte dello staff creativo della serie Magico Vento, restando
così nelle atmosfere del western fino al 2004, quando lascia la serie
di Gianfranco Manfredi per dedicarsi a progetti indipendenti come
Impresa - La grande avventura di Baden Powell, scritto da Paolo
Fizzarotti e dedicato al fondatore dei boy-scout, ed Il boia Rosso,
volume scritto da Francesco Artibani.
Dicono di lui..
"Il suo tratto, sempre personalissimo, con il passare degli anni si
è fatto più sintetico e apparentemente disinvolto, ma continua a
infondere anima e respiro sia alle figure che ‘recitano’ nel suo
inimitabile teatrino sia alle scenografie che cristallizzano le grandi
atmosfere dei paesaggi western".
Sergio Bonelli
"... un disegnatore che ha saputo raccontare storie di indiani e
cowboys movimentate ed avvincenti, ma anche capaci di toccare il cuore
e la mente, dei propri lettori".
Graziano Frediani e Luca Crovi
"Ho conosciuto i cari amici Berardi e Milazzo in un giorno molto
lontano quando, all'inizio della loro carriera, vennero a trovarmi nel
mio studio e fin d'allora mi resi conto che erano più che ferrati nella
materia, sia letterariamente che graficamente. Molto tempo è passato da
quel giorno e tanto Ivo che Giancarlo hanno fatto passi da giganti,
bruciando tutte le tappe e affermandosi con uno stile tutto personale
fra i più grandi autori del fumetto e dell'illustrazione".