Ascolti in calo al TG1, il TG5 sorpassa
Chiesta apertura indagine Commissione di Vigilanza Ancora guai al Tg1. Dopo le polemiche sul presunto “oscuramento” dell’inchiesta di Bari su festini ed escort nelle ville del premier Silvio Berlusconi, ora arriva un netto calo di ascolti che ha permesso il sorpasso del “rivale” Tg5. Le due vicende sono l’una la conseguenza dell’altra? La pensano così al Partito democratico: “Come era facilmente prevedibile, alla gravità politica e alla plateale violazione del pluralismo, il Tg1 di Minzolini aggiunge la bocciatura degli utenti” – ha dichiarato Vincenzo Vita, senatore democratico e membro della commissione di Vigilanza Rai. “Sono diversi giorni infatti - aggiunge - che il principale concorrente, il Tg5, supera in ascolti il telegiornale della rete ammiraglia del servizio pubblico. Senza nulla togliere alle qualità del telegiornale di Canale 5, è però un giudizio che non può essere rimosso e la dice lunga sulla situazione in cui versa il Tg1”. A rincarare la dose sono arrivate anche le dichiarazioni di Fausto Rechia, anch’esso del Pd, che ha chiesto espressamente ai vertici Rai e all’organo di vigilanza della tv di Stato di aprire un’indagine sul “caso Tg1”. “Fino a poco tempo fa e da circa tre anni – ha spiegato Recchia - il Tg1 era leader assoluto dell’informazione, ora invece cede il passo al sorpasso del Tg5. Nonostante lo stesso traino ed una cronaca ricca sotto tutti gli aspetti vi è stato un drammatico e inaspettato calo di ascolti. Chiediamo quindi ai vertici Rai e alla commissione di Vigilanza di valutare l’opportunità di aprire un’indagine per accertare se ciò sia dovuto al nuovo direttore e alla nuova linea editoriale”. “Il Tg1 – ha concluso - non può permettersi di continuare a perdere ascolti sia per motivi economici e di pubblicità, sia per la credibilità stessa e la missione del servizio pubblico”. Dalla maggioranza arrivano, invece interpretazioni diverse del problema. Causa del calo di ascolti sarebbero gli effetti della risintonizzazione di Raiuno. Inoltre dal cda Rai Antonio Verro parla di “forti pressioni e tentativi di condizionamento che vanno ben oltre la legittima libertà di critica”, mentre il portavoce del Pdl Daniele Capezzone, definisce gli interventi di questi giorni un “tentativo di intimidazione” verso il Tg1 e il suo direttore. Sempre dal cda è Alessio Gorla a richiamare l'attenzione sulle ragioni del calo degli ascolti: l'erosione, dice innanzitutto, “è cominciata molto prima, quando il direttore era Gianni Riotta”. Sul calo di ascolti del telegiornale di Raiuno è intervenuto ieri anche il presidente Rai, Paolo Garimberti che, a margine di un convegno su “strategie e politiche per l’audiovisivo del Terzo Millennio” ha ammesso: “il calo degli ascolti del Tg1 è un tema su cui ci stiamo interrogando e un po’ di preoccupazione c’è”. Anche per questo le nomine dei direttori di rete e delle testate giornalistiche ancora mancanti non verranno fatte nemmeno nel prossimo Cda: “Questa settimana non facciamo nomine, per evitare dibattiti accesi in politica. Abbiamo ritenuto preferibile rinviare”.
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