Spoletoclick Rubriche
Intervista in esclusiva a Spoletoclick, rilasciata dal Presidente della Conspoleto Filippo Tomassoni.
Il turismo a Spoleto e in Umbria, punti di forza e criticità di un comparto essenziale, che ancora non ha raggiunto il suo vero potenziale economico.
Presidente, in un momento congiunturale negativo come quello attuale, quale è la situazione del comparto turistico nazionale?
Siamo di fronte ad una crisi internazionale, forse la peggiore dell’età moderna. Un vero e proprio bollettino di guerra è quanto emerge dalle prime indicazioni sullo stato del turismo. Perdite su tanti fronti, alcune molto dolorose come quelle che riguardano l’occupazione. Anche le previsioni per il 2009 sono caratterizzate dal segno meno. Hanno creato forte allarme alcuni dati che sono stati diffusi in occasione della Bit. • - 40.000 posti di lavoro (Fonte Sottosegretario al turismo) • - 927 milioni il fatturato di alberghi e hotel ( indagine ISNART-Unioncamere) • - 2% degli arrivi (Mercury) • - 4,3% turismo culturale (Mercury) • - 3,7 miliardi di fatturato dei pubblici esercizi nel 2009 (FIPE) • - 100 mila posti di lavoro previsti nel 2009 (FIPE)
Quali sono i dati sui flussi turistici nel nostro comprensorio?
Dall’analisi dei dati del nostro comprensorio si evince lo scarso sviluppo che questo settore ha registrato negli ultimi dieci anni, mantenendosi più o meno invariato nelle presenze intorno alle 230.000, a fronte di un aumento dei posti letto disponibili e soprattutto presentando il segno meno quasi ad ogni chiusura stagionale. Altro problema fondamentale nell’utilizzo dei dati è che, nonostante la meccanizzazione delle procedure che dovrebbero consentire di leggere le statistiche in tempo quasi reale, riceviamo risultati parziali dopo mesi ed in maniera asettica, senza purtroppo una approfondita analisi che ci dica perché le tendenze sono queste, quali motivazioni giustificano un calo od un aumento di arrivi e presenze, quali categorie della ricettività sono in maggior calo e perché. In particolar modo sarebbe fondamentale una analisi sui mercati e sui target di riferimento, per poter programmare meglio, le azioni promozionali nazionali ed internazionali.
Che decisioni si possono prendere sulla base di dati carenti e intempestivi?
Fino a quando non disporremo di dati aggiornati ed attendibili, continueremo a compiere delle scelte – giuste o sbagliate che si rivelino – in modo casuale e non certo con una programmazione razionale degli interventi. Tale situazione non permette in alcun modo di misurare in tempi corretti i risultati raggiunti attraverso le strategie messe in campo, escludendo inoltre ogni possibilità di riposizionarsi in maniera più precisa durante la loro attuazione.
Quale è stata la motivazione che ha prodotto a Spoleto, dei dati assoluti, spesso negativi?
Per anni abbiamo puntato fortemente sugli eventi culturali come il Festival, la Settimana di Studi sull'Alto Medio Evo, il Teatro Lirico Sperimentale. Dopo il boom degli anni ottanta non abbiamo saputo riposizionarci; le manifestazioni principali hanno avuto un calo inesorabile; il turismo culturale ha passato degli anni bui, poiché le nuove generazioni si sono completamente allontanate dalla grande cultura. Le grandi aziende spoletine con il tempo, hanno risentito della crisi, lasciando attive ad oggi molte nuove attività di piccola dimensione, ma pochissime a respiro internazionale. Abbiamo sempre annunciato idee e soluzioni che poi non sono mai giunte a realizzazioni concrete: si è puntato ad esempio sulla costruzione di un ippodromo mai realizzato, di un campo da golf mai realizzato e soprattutto sul turismo congressuale, segmento perfetto per la destagionalizzazione e la crescita delle presenze ma, dopo anni di parole, ancora non siamo riusciti a mettere a sistema i contenitori che abbiamo: Rocca, Chiostro, palazzi nobiliari.. e, a creare, una rete di servizi capace di eccellere per qualità ed economicità, in un mercato altamente competitivo quale quello attuale.
Bisogna prendere esempio da alcuni comprensori umbri che hanno saputo fare delle scelte e posizionarsi in maniera chiara nel mercato, : Foligno: oltre alle eccellenze del suo comprensorio come Montefalco, Spello, Bevagna che sono esplose negli ultimi anni, ha avuto l'intuizione di puntare più che al turista classico, sul potenziamento delle infrastrutture (Palazzo dello Sport, Centro Congressi San Domenico, Ospedale…), puntando ad una forma indotta di turismo come le selezioni per concorsi interministeriali nella Caserma, le gare di ballo e i grandi eventi sportivi, convegni e congressi al San Domenico.
Gubbio: scegliendo di puntare fortemente sulle fiction, ormai da anni riceve il benefico influsso della serie “Don Matteo”; essere in televisione tutti gli inverni in prima serata ha una forza di comunicazione e penetrazione difficilmente quantificabile economicamente. Forte sviluppo si è dato anche al Centro Congressi Santo Spirito gestito in sinergia dal consorzio albergatori e dal Comune attraverso una società partecipata.
Cosa ha fatto il Consorzio da Lei presieduto in questi anni?
Come Consorzio di circa 50 aziende operanti nel territorio ed esprimendo i vari settori del turismo, abbiamo cercato principalmente di far crescere in chi amministrava questa città la percezione di quanto il nostro settore poteva essere strategico nello sviluppo economico di tutto il territorio e, dal 2003/20004, siamo riusciti a sottoscrivere un protocollo d’intesa con l’amministrazione comunale per la pianificazione della promozione turistica. Tale accordo è stato visto in maniera positiva nell’ambito regionale, come esempio unico dove il pubblico ed il privato lavorassero gomito a gomito, con rispettive responsabilità, nel progettare uno sviluppo serio del settore turistico, salvo poi nel tempo esternare tutte le criticità di tale collaborazione, dove il privato troppo spesso ha avuto le intuizioni giuste, senza la costanza nel proporle, ne adeguate risorse ed il pubblico, ha spesso manifestato la sindrome dei proclami e non quella delle decisioni e del fare. Abbiamo sempre lavorato per mettere a sistema le nostre azioni, cercando di dare un'impostazione che guardasse ai mercati, scegliesse delle priorità in funzione delle risorse non certo meno importanti, cercando inoltre di creare sinergie con ENIT, APT regionale e territori limitrofi, per sfruttare le potenzialità di tutta la regione. A lungo abbiamo ragionato con Assisi, attraverso il Sistema Turistico Locale con Foligno e la Valnerina. Purtroppo le individualità delle singole città, hanno sempre prevalso, disperdendo la forza che questo territorio presentato nella sua completezza, poteva avere sulla scena internazionale. Le racconto una curiosità: nel preparare un resoconto dell’attività svolta dal Consorzio negli ultimi 3 anni ho verificato che sono state fatte veramente tante azioni: stampa di numerose brochure in varie lingue, iere nazionali ed internazionali, spedizione di offerte promozionali, contatti diretti con Cral, Pro Loco e alte forme di associazionismo e con operatori professionali del Turismo (Agenti di viaggio, Tour Operator, PCO, Meeting Planners, ecc.), promozione negli Stati Uniti, educational di operatori turistici e stampa di settore, più di 130 Tour Operators ospitati gratuitamente (qualcuno dei quali ha stipulato contratti con i singoli alberghi).
Perché tutto questo lavoro, non è riuscito ad invertire una tendenza negativa?
Credo che Spoleto sia come un buonissimo Vino che viene commercializzato attraverso vari canali arrivando in vendita sugli scaffali di molti supermercati, per quanto di altissima qualità è purtroppo un prodotto che non è accompagnato da una comunicazione in grado di generare la domanda! Una forte comunicazione è sicuramente il punto nodale per basare qualsiasi azione di commercializzazione
Non essere in grado di fare sistema è un limite del paese ITALIA?
Purtroppo troppo spesso nel nostro bel paese, province, città e paesi pensano di essere in grado di fare massa critica da soli, proponendosi sul mercato internazionale con una serie infinita di spot che si risolvono semplicemente con cene, feste, balli e cotillon senza sistematicità e senza alcuna strategia, tanto da avere come unico risultato l’incremento delle vacanze degli addetti ai lavori all’estero. Certo, lo Stato e gli enti preposti alla programmazione ci hanno messo del loro, se pensiamo alle risorse bruciate con il portale ITALIA.IT (45 milioni di euro!!), al lavoro quasi impercettibile che svolgono le costosissime delegazioni ENIT nel mondo, alla criticità dei numerosi enti e soggetti che a vario titolo sviluppano azioni turistiche o ancor peggio, alle politiche disastrose di legislazione nazionali e regionali.
Pensa che queste elezioni amministrative 2009 possano essere per voi un’opportunità?
In questo quadro di riferimento riteniamo fondamentale comunicare con forza che non si deve pensare, come spesso succede in Italia, che la soluzione a tutti i problemi sia semplicemente il cambio della classe dirigente, poiché chiunque vincerà la battaglia politica, dovrà innanzi tutto fare il grande salto culturale di credere con convinzione nel turismo, come sola prospettiva di sviluppo per un territorio senza altre vocazioni. Occorre riflettere sull’indotto che il comparto può generare, pensando non solo agli alberghi ed ai ristoranti, ma a tutti i servizi annessi come il commercio, le guide, l’artigianato, gli eventi, i trasporti e puntare sull’aiuto che un comparto turistico funzionante, potrebbe dare alla sostenibilità economica dei centri storici. Bisogna Impegnarsi a prendere decisioni ed a individuare obiettivi per i quali lavorare con tempi certi e brevi e, verifiche delle azioni, anche a rischio di sbagliare: meglio decidere che campare alla giornata. Servono idee chiare, se al turismo si concede un ruolo di primaria importanza, così deve essere in tutti i settori della pubblica amministrazione e tutta l’azione di governo, deve ruotare intorno a questo concetto, piani regolatori, traffico urbano, commercio, ecc. Mai come ora, abbiamo bisogno di qualcuno che conosca profondamente il nostro territorio (prodotto), le sue lacune, le sue opportunità e che soprattutto lo ami profondamente per comunicare quel lato intangibile ma profondo che nel settore dei servizi fa sempre la differenza. Non si potrà che ripartire chiedendo il supporto di chi come noi, ha cercato negli ultimi anni di costruire insieme alla politica, una progettualità turistica nuova. Ripensare a un piano di sviluppo basato sull’analisi delle criticità e delle esperienze fatte, (positività, intuizioni ed errori commessi), ci darà un vantaggio competitivo verso tutti gli altri che ripartiranno da zero.
Come si possono inquadrare in questa prospettiva i numerosi eventi che abbiamo nella nostra città?
In un mondo ultracompetitivo, con distanze sempre più brevi, bisogna pensare come rivale non ad Assisi, Perugia o Siena, ma le città d’arte della Francia, dell’Inghilterra e dei paesi dell’est europeo. Avere un prodotto come lo SPOLETO FESTIVAL che nel mondo è un BRAND che può vantare una storia di 52 anni, è una carta vincente da giocarsi, non limitandosi a subirlo passivamente con l’occhio critico rivolto ad un tempo che non tornerà più. Si deve tornare ad utilizzare il Festival come veicolo di promozione, lavorare per una sempre maggiore forza nel panorama nazionale ed internazionale del nostro festival cercando di coinvolgere i grandi T.O. nelle promozione del prodotto e le grandi aziende nell’utilizzo dello stesso come strumento di pubbliche relazioni. Utilizzare il brand Festival come chiave di promozione del territorio, sfruttando la percezione che il mondo ha della manifestazione per comunicare Spoleto come SPOLETO CITTA’ DEL FESTIVAL & VINI NEL MONDO! Una delle più importanti manifestazioni nazionali legate al mondo del vino abbinato direttamente al consumatore. Un evento giovane ma già affermato, in grado di attrarre migliaia turisti in qualsiasi periodo non può essere sfruttato solo per la sua durata di 3-4 giorni ma deve essere utilizzato per la comunicazione delle nostre eccellenze, come il TREBBIANO SPOLETINO ad ogni azione promozionale che realizziamo. I grandi nomi di aziende e professionisti del settore giunti a Spoleto, durante le precedenti edizioni possono essere già di per se, una chiave interessantissima di comunicazione.
TEATRO LIRICO SPERIMENTALE L’istituzione umbra più vecchia di musica lirica e tra le più importanti a livello nazionale è un ambasciatore perfetto della nostra cultura nel mondo; va aiutato e sostenuto e soprattutto utilizzato con questo obiettivo in maniera sistemica e programmata, non semplicemente con toni di propaganda.
Quale pensa, possa essere, la figura giusta per guidare questi processi?
Per governare questi processi, non ricominciamo come spesso succede in Italia a cercare scienziati che vengono da Marte e poi, sempre più spesso, se ne ritornano a casa con borse piene, senza aver inciso per nulla. C’è bisogno di un Assessore competente, con uno staff specializzato, che riesca a contestualizzare le idee nei tempi e nei modi adatti per ottenere risultati efficaci.
Ed in tutto questo, che ruolo hanno gli imprenditori?
Abbiamo bisogno di una classe imprenditoriale che sia esigente con se stessa e con la politica di governo, realizzando che il vero interesse economico singolo non si più sviluppare in un contesto che non funziona. Una classe imprenditoriale con visione aperta al mondo, che riesca a colloquiare con le istituzioni locali ma anche regionali e nazionali, che utilizzi tutte gli strumenti a disposizione, per incidere sulle politiche generali di sviluppo, che possa controllare gli apparati di rappresentanza provinciali e regionali, come le associazioni di categoria e gli enti pubblico/privati e che, non si accontenti esclusivamente, di qualche favoritismo personale. Per quando bello, innovativo o tecnologico un albergo sia, non può più fare destinazione turistica a se. I grandi gruppi alberghieri ed i grandi T.O. già da tempo hanno iniziato a lanciare un messaggio chiaro: “fare sistema”. Se loro hanno sentito questa esigenza,, riposizionando e rivedendo in questa ottica tutti i loro progetti ed investimenti, noi come possiamo ancora andare ognuno per conto suo? L’appeal della nostra città si indebolisce inesorabilmente se il nostro centro congressi non funziona, se il nostro teatro non è in grado di attrarre economie, se i nostri impianti sportivi non sono all’altezza…….. non esiste politica promozionale che un singolo, possa attuare con successo!
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