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Società partecipate – Passa in Consiglio atto di indirizzo per ridurre indennità del 30x100, ma non tutti sono d'accordo, del
10/3/2009
Bellini: “Segno di grande responsabilità politica”. L’opposizione si astiene.
Riduzione del 30x100 degli attuali compensi degli organi sociali: è
questa la disposizione principale contenuta nell’atto di indirizzo in
ordine al contenimento dei costi delle partecipate della Provincia di
Perugia che il Consiglio provinciale, nella sua ultima seduta, ha
licenziato con 19 voti contrari e 9 astensioni. Il documento è stato
illustrato in aula dall’assessore al Bilancio Ornella Bellini che ha
parlato di necessità di “affinare gli strumenti della governance delle
partecipate, come segno di grande responsabilità politica”. Si tratta
di un atto di indirizzo coerente alle previsioni della Legge 102 del
3.8.2009. “La Provincia di Perugia – ha spiegato Bellini nella sua
introduzione - tenuto conto del momento di pesante crisi economica in
cui le famiglie fanno i conti nelle proprie tasche, in cui è in forte
aumento la Cassa Integrazione Ordinaria ed in deroga, in cui tutti ci
confrontiamo con i minori consumi (e la Provincia anche con minori
entrate da quelle voci di gettito direttamente connesse
all'economia/auto), esprime la volontà di dare seguito al contenimento
dei costi, compatibilmente con il regime normativo. Non facciamo demagogia, né analogie con la riduzione dei costi in
politica (almeno nelle fasce basse), ma intendiamo attuare una forte
moral suasion verso le Assemblee dei soci dove siamo minoranza, e
decisioni più autonome dove siamo Ente controllante”. Da tenere
presente che nella riorganizzazione fatta dal Consiglio Provinciale ad
aprile 2009, la Provincia è scesa da 23 a 18 partecipate, procedendo a
dismettere quelle la cui mission non è conforme alle funzioni di
competenza dell’Ente. In particolare l’atto di indirizzo approvato dal
Consiglio dispone di procedere alla verifica di tutte le situazioni che
possono consentire l'attuazione della politica di riduzione dei costi
degli organi societari, compatibilmente con il regime normativo
applicabile, operando una riduzione del 30% degli attuali compensi
degli organi sociali e di predisporre, rispetto agli organismi
partecipati direttamente o indirettamente, in ordine alla cumulabilità
degli incarichi in capo allo stesso soggetto ed all'obbligo di
coerenza, nell'esercizio degli incarichi conferiti, con gli indirizzi
espressi negli atti di programmazione e con la Governance dell'Ente. Al
documento iniziale è stato aggiunto l’emendamento dei capigruppo di
maggioranza (illustrato in aula dal capogruppo del Pd Giampiero
Rasimelli) attraverso il quale si specifica che “il cumulo di incarichi
rimane consentito nel caso di società appartenenti allo stesso gruppo”.
Respinto invece l’emendamento presentato dal consigliere del Pdl Evian
Morani sulla predisposizione di una “dichiarazione solenne da far
sottoscrivere al membro della partecipata per impegnarlo a proporre e
votare la riduzione del 30% del proprio compenso”. “L’elefante ha
partorito il topolino”, è stato il commento del capogruppo dell’Udc
Maurizio Ronconi il quale si sarebbe aspettato una revisione della
filosofia delle partecipate ancora da lui giudicate “i classici
carrozzoni”. D’accordo con lui Morani che ha parlato di operazione di
facciata, mentre per Rasimelli con l’atto di indirizzo in questione si
dà un segnale di sobrietà. Favorevole al documento si è detto Luca
Baldelli (Prc) che ha auspicato un diverso ruolo della Provincia dentro
le partecipate, mentre di altro avviso è stato Giampiero Panfili (Pdl)
che ha sostenuto di non intravedere grandi elementi di novità
all’interno del documento. Documento definito retorico dal capogruppo
del Pdl Piero Sorcini, mentre Enrico Bastioli (Sinistra e Libertà) ha
chiesto di ampliare il discorso sulle partecipate. Michele Martorelli
(Pdl) ha sottolineato come vadano introdotti gli elementi della
meritocrazia e della premialità, mentre per Franco Granocchia (Italia
dei Valori) con questo atto di indirizzo si inizia a dare un segnale ai
cittadini. Infine Bruno Biagiotti (Pdl) ha sostenuto che “servono atti
concreti e non operazioni di facciata”.
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